
Natalie Rose LeBrecht ha iniziato ha realizzare il nuovo album Holy Prana Open Game nel 2019, durante una serie di sedute di meditazione. Successivamente ha registrato alcune parti di synth nel suo appartamento a Brooklyn nei mesi immediatamente precedenti la pandemia, per poi rifinire l’intero disco in smart working con l’aiuto del flautista David Lackner e di Jim White e Mike Turner dei Dirty Three. “Prana” è il primo singolo, una lunga suite cosmico-meditativa che si dipana tra folk vicino a certe cose di Joanna Newsom, l’elettronica formato canzone di Kathryn Aurelia Smith e spolverate di ambient soffice. Prana è il termine sanscrito che traduce “respiro” e la suite è pensata come un soffio vitale che prende forma e sostanza, quasi un’epifania sonora che prende vita mentre la ascolti. Nella nota stampa LeBrecht nota come abbia quasi sentito la canzone provenire da un altro regno: “Io ho solo aiutato la traccia a materializzarsi in modo che anche altri potessero sentirla. Questo pezzo è un invito a uno stato mentale aumentato, femminile, uno stato gioviale e che esiste al di fuori del tempo e dello spazio per come li percepiamo ordinariamente.” Quel che è certo è che siamo davanti a un disco che promette un’intensa e avvolgente esperienza spirituale, vicina a quella di Deuter e di alfiere contemporanee come Ana Roxanne e Green-House.
Holy Prana Open Game esce il 9 giugno per American Dreams Records