english version

If 2021 was a year of remote productions, smart-working collaborations and way too many soothing ambient albums thought to provide a narration for the times of the Covid, 2022 seems to sprout with a firm spirit of rebirth. Perhaps it is no coincidence that  most of the  interesting music releases at the beginning of this new year are EPs, as if to start slowly, with caution and a leisurely pace. And so the first week of this year Sis released the excellent Gnani, at the end of next month will be released the promising debut ep by Tomato Flower, but now ready for the next week we have this surprising, bright and wild Gravity Licker by Los Angeles band Clear Capsule. 
Clear Capsules also seems to respond to another desire arose in the last two years lived as ellipsis between parenthesis, namely the desire of a return to a pounding, pummeling and vigorous rock with high trebles that almost hurt your ears. This is something Clear Capsule have in common with another recent Los Angeles band, Sprain, and with some of the most exciting rock albums of the last year, such as Home is Where’s i became bird and Turnstile’s Glow, or Regional Justice Center, Militarie Gun and Credentials, to name some other band.
Gravity Licker offers everything that seems to be lacking in a lot of recent indie-rock and post-punk, that is: rhythm, riffs, a wall of sound that lets seep in beautiful melodies and an intensity that never slip into broodiness and darkness. From the first chords of “Colin Hit Car” we understand that we are in the Loveless province of My Bloody Valentine: there is the same dynamics between bass and guitar, a glassy singing that proceeds safely both on high- and soft-tones and a steady melody that never falters. But there’s a lot more here than fuzzed guitars. The new keyboardist Brent Ulrich has added a fair  amount of dub / ambient atmospheres to the shoegaze content, and  that brings to mind the 4AD catalog of heyday, for example  Swallow, but also the more accessible side of kranky catalog (i. e.  Bowery Electric), especially in tracks such  “Familiar Becomes Foreign” and the hypnotic closing-track “Underpass”.
The press release defines the sound of Clear Capsules as “music that creates an escape and balances out the uncertainties of humanity’s outcome,” and that transform “frustration and raw emotion into volume,” and I believe there is no better way to define an Ep which is an electrical mantra that helps us exorcise the darkness we exit, with the promise of never entering it again.


versione italiana

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Se il 2021 è stato un anno di produzioni a distanza, collaborazioni in smart-working e fin troppi album di ambient lenitiva pensata per i tempi del Covid, il 2022 sembra germogliare con un fermo spirito di rinascita. Forse non è un caso che la maggior parte delle uscite musicali interessanti all’inizio di questo nuovo anno siano EP, come a voler iniziare lentopede, con cautela e circospezione. E così la prima settimana di quest’anno è uscito l’ottimo Gnani di Sis, alla fine del prossimo mese uscirà il promettente ep di debutto dei Tomato Flower, ma ora c’è già pronto per la prossima settimana questo sorprendente, luminoso e selvaggio Gravity Licker dei Los Angelini Clear Capsule.
E i Clear Capsules sembrano rispondere anche a un’altra esigenza sorta negli ultimi due anni vissuti come puntini di sospensione tra parentesi, ovvero il desiderio di un ritorno a un rock martellante, pieno e vigoroso con gli alti che quasi ti fanno male alle orecchie. Questo è qualcosa che i Clear Capsule hanno in comune con un’altra recente band di Los Angeles, gli Sprain, e con alcuni degli album rock più eccitanti dell’ultimo anno, come I became bird di Home is Where e Glow dei Turnstile, o ancora i Regional Justice Center, Militarie Gun e Credentials..
Gravity Licker offre tutto ciò che sembra mancare a molto dell’indie-rock e del post-punk recenti, ovvero: bpm, ritmo, riff, un muro sonoro che lascia però respirare una vena melodica e un’intensità che non scade mai nella cupezza e nell’oscurità. Dai primi accordi di “Colin Hit Car” si capisce che siamo nella provincia Loveless di My Bloody Valentine: c’è la stessa dinamica tra basso e chitarra, un canto vitreo che procede sicuro sia sui toni alti che sui quelli più morbidi e un melodia costante che non ti abbandona mai. Ma qui c’è molto di più delle chitarre distorte. Il nuovo tastierista Brent Ulrich ha aggiunto una buona dose di atmosfere dub/ambient allo shoegaze di base, e questo riporta alla mente il catalogo 4AD dei tempi d’oro, a esempio gli Swallow, ma anche il lato più accessibile del catalogo kranky (i. e. Bowery Electric), soprattutto in brani come “Familiar Becomes Foreign” e l’ipnotica closgin-track “Underpass”.
Il comunicato stampa definisce il suono dei Clear Capsules come “musica che crea una via di fuga e bilancia le incertezze del destino dell’umanità” e che trasforma “frustrazione ed emozione cruda in volume”, e credo che non ci sia modo migliore per definire un Ep che è un mantra elettrico che aiuta a esorcizzare l’oscurità da cui usciamo, con la promessa di non rientrarci mai più.

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