Il primo ep dei Dummy usciva nel maggio del 2020 e già da quei sei pezzi si capiva quanto i Dummy avessero da dire, e dopo un secondo ep, uno splendido album d’esordio e venticinque mesi di stagionatura eccoli approdare a una sorta di consacrazione ufficiale, un breve tour europeo, un corposo tour americano insieme alle due giovani band che rappresentano il futuro dell’indie-rock statunitense (Lifeguard e Horsegirl)  e soprattutto un singolo per la vecchia e prestigiosa collana Singles Club di Sub Pop. Mono Retriever/Pepsi Vacuum per certi versi rappresenta anche la chiusura di una prima fase, un singolo spartiacque che raccoglie e riassume quanto fatto in precedenza suggerendo possibili strade future. Due pezzi che condensano gli elementi dei Dummy, a partire dai titoli, ormai inconfondibilmente rappresentativi, e pare che Joe Trainor e soci abbiano un quaderno con una lista di possibili titoli di canzoni, scelti proprio in base a quanto suonano fighi quei titoli.

“Mono Retriever” è un pop banger più o meno classico, o per lo meno il pop-banger tra pop barocco anni sessanta e indie-rock anni novanta che i Dummy hanno dimostrato di saper fare sempre bene. Stereolabiana fin dal titolo la canzone è nata proprio seguendo l’ispirazione data da un commento sentito di sfuggita a un loro concerto, quando qualcuno disse che  “i Dummy suonano come se gli Stereolab fossero una band hardcore.” Cori, un impasto vocale azzeccato tra Emma Maatman e Nathan O’Dell, chitarre martellanti tra kraut-rock, Feelies e (per l’appunto) primi Stereolab sono gli ingredienti mescolati alla perfezione. “Pepsi Vacuum” rappresenta invece l’altra faccia dei Dummy, quella più sperimentale e introversa, quella che gioca con l’ambient giapponese, col lato tendente a elettronica e new-age del kraut, che smanetta con loop, sample, software di audio editing ma con un’etica DIY. Se “Mono Retriever” si riallaccia al lato più pop del loro primo ep, “Pepsi Vacuum” è forse una versione più ragionata e elaborate delle tracce più sperimentali del secondo ep e di Mandatory Enjoyment, a partire da un sample della batteria di “X Static Blanquet.” Due pezzi complementari anche come testi: “Mono Retriever” è un urlo di ribellione contro la crescente devastazione ambientale, “Pepsi Vacuum” un inno alla capacità della natura di ritrovare in sé un moto spirituale per sopravvivere alle catastrofi. In entrambi i casi c’è un profondo senso di positività e serenità, che è ciò che fa risplendere di umanità  la musica dei Dummy.

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