Curioso come un genere musicale anni novanta come il grunge-pop germinato da Bleach, Bug o Facelift sembri oggi una boccata d’aria fresca, immersi come siamo nella sagra della noia di cloni post-punk. Heaven’s Gate, nuovo album degli Hellrazor, band di New Haven, Connecticut che è in giro da una decina d’anni e una manciata di ep/cassette, condensa tutto il pop-grunge chitarristico di cui oggi più che mai c’è un disperato bisogno. Non si tratta di nostalgia: si tratta di riconquistare autenticità e efficacia, di riscoprire il gusto di fare musica rock fuori dalle misure di mercato, e più semplicemente, di attaccare un fuzz alla chitarra, suonare accordi che creino anche una melodia e cantare invece di salmodiare. Lezioni ben imparate da Michael Falcone, qui chitarrista e autore ma già batterista per gruppi chiavi del genere come Speedy Ortiz e Ovlov, Se pezzi come “Stainmaster,” “Landscaper” e l’iniziale “Big Buzz” sono un tunnel temporale con Bleach dei Nirvana, “Party Slasher” e “All the Candy in the World” riscoprono e riadattano il lato più sperimentale dello shoegaze, e altri pezzi, come “Phantasm” mostrano come quel rock tanto frequente negli anni ’90, venti anni dopo sia sbocciato pienamente nel power-pop chitarristico tanto melodico quanto distorto, tanto abrasivo quanto sommamente divertente di band come Ovlov, Barlow e, per l’appunto, Hellrazor.

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