È uscito il secondo disco degli australiani Eggy, a due anni di distanza dal già convincente Bravo! E come per il già convincente Bravo! anche With Gusto qua in Europa è arrivato accompagnato dal rumore di grilli che cantano nel silenzio delle riviste troppo indaffarate a sovraesporre il solito pattume cockney. Peccato! Perché With Gusto è un album delizioso, ben pensato e ben costruito, tra power-pop, jangle, folk, cambiamenti di tempo, di umore, di melodie, in una dozzina scarsa di canzoni che ti cambiano letteralmente sotto le orecchie passando da accenni Stereolabiani a strizzatine d’occhio a Beatles, Byrds e Beach Boys (“Upon Reflection”). Undici canzoni surreali, quasi dadaiste, che per certi versi possono far venire in mente un Captain Beefheart che ha messo da parte le asperità per fare qualche concessione di troppo al pubblico. “Gold and/or Silver” si avvicina al pop di Brian Eno (era Taking Tiger Mountain by Strategy), mantenendo gli squilibri sfilacciati tra dub e rock sbilenco ma comprimendo tutto in una struttura più squisitamente easy-listening. “Magic 8 Ball” inizia come una cavalcata kraut in pieno stile Can, con tanto di basso pulsante, moog in sottofondo e chitarre vintage, ma viene riportata nei territori del power-pop australiano, tanto fresco quanto abrasivo. With Gusto cerca e trova il conforto del ritorno della tonale dominante, con ritmi e melodie che prima ti seducono (“The Luckiest Girl in the World”) e poi tornano sotto altre vesti per rallegrarti (“F. I. T. B. (With Gusto)”), fino a lasciarti nelle orecchie il dolce gusto delle chitarre suonate come solo in Australia sanno suonare.

Pubblicità