I Lifeguard hanno registrato e realizzato la loro cassetta di debutto, Dive, in piena pandemia, e quella cassetta aveva tutte le caratteristiche dei migliori dischi garage rock nati in modo quasi estemporaneo: ruvido, essenziale, diretto, esuberante. Una cosa sorprendente per degli adolescenti ancora in età liceale. O forse no. Gli Squirrel Bait ci hanno insegnato che forse proprio a quell’età si hanno sfacciataggine e energie necessarie per non curarsi troppo di compiacere un pubblico. Pubblico che tra l’altro in regime di isolamento coatto esisteva solo in frammenti virtuali. La cosa è ancor meno sorprendente se mettiamo in conto che i giovanissimi Lifeguard vengono da Chicago, ossia la città con la miglior scena musicale indipendente degli Stati Uniti, e quindi del mondo, e che sono in qualche modo figli e fratelli d’arte (il bassista Asher Case è figlio di Brian Case dei FACS, il batterista Isaac Lowenstein è fratello di Penelope Lowenstein delle Horsegirl, altra teen-rock band di Chicago). Per quanto giovanissimi i tre Lifeguard mostrano già una cultura musicale invidiabile, capaci di citare Unwound e Primus e di suonare tra una prova e l’altra frammenti di pezzi di Zappa, e tutto quel bagaglio musicale l’hanno saputo riversarlo nelle quattro tracce del nuovo ep, il primo che fanno per Born Yesterday Records (già etichetta di Dummy, Landowner  e Stuck). Se il primo singolo “I Kwnow I Know” si riallaccia al post-punk viscerale e spettinato dei primi ep, del primo disco e dei singoli “Receiver” e “Taking Radar,” già dai primi secondi dell’attacco della traccia di apertura “New Age (I’ve Got a)” si sente già la voglia di battere strade che portano verso la sperimentazione, senza mai dimenticare melodie, strofe cantabili e ritornelli urlati a squarciagola, “Fifty Seven” rallenta un po’ il mood dell’ep e mostra la voglia che i Lifeguard hanno di crescere in profondità, mentre “Typecast” con i suoi cambi di tempo e di umore riprende quella voglia di sperimentare promessa nei primi secondi. Per quanto giovani i tre ragazzi suonano come una macchina ben rodata e ben oliata, gli incastri tra chitarra, basso e batteria sono ineccepibili, e soprattutto, non cadono mai nella brutta tentazione di eccedere in virtuosismi. Viste le già frequenti associazioni agli Squirrel Bait e visto la genia di band indie rock nate dagli Squirrel Bait, sarà un piacere aspettare che sbocci un mondo anche dai Lifeguard. 

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