I Jockstrap li seguo con estrema attenzione dai primi singoli e ep, a partire da Love is the Key del 2018 e la sua appendice remix Lost My Key in the Club. Già col secondo Ep del 2020, Wicked City Georgia Ellery e Taylor Skye avevano dimostrato di saper amalgamare perfettamente due stili, due sensibilità e due approcci intimamente diversi, quasi opposti: quella composta e raffinata di Georgia Ellery, violinista jazz con una passione per il cantautorato di Paul Simon e il pop di Elton John, ma anche per la classica di Brahams e Čajkovskij, e quella più urbana e spettinata di Taylor Skye, musicista elettronico con il coraggio dello sperimentatore, sulla scia di Skrilex. Due strade che a volte restavano separate ( “Robert” e “Yellow is Green” la prima esempio delle sperimentazioni electro di Skye, la seconda espressione delle inclinazioni da crooner di Ellery) ma che quando si fondono insieme, come nelle fascinose “The City” e “City Hell” il risultato è straniante quanto affascinante.

Su I Love You Jennifer B continuano quegli stessi equilibri di contrasti, questa volta accompagnati da un’orchestra di 18 elementi che si fa sentire ma resta sempre addomesticata e docile sotto le due colonne portanti principali: quella melodica di Georgia Ellery e quella electro di Taylor Skye. Raramente si riesce a sentire una miscela di vecchio, nuovo e futuristico più riuscita, difficilmente si riesce a sentire convivere elementi così distanti in pochi minuti di canzone, eppure Ellery e Skye riescono a passare dalle languide atmosfere alla Broadcast e Movietone dell’opening-track “Neon” alla folktronica orientaleggiante di “Jennifer B,” Giorgia Ellery bacharacheggia sula splendida “What’s it all About,” con tanto di arrangiamenti lussuriosi di fiati, archi e timpani, Diana Ross-eggia su “Greatest Hits,” dopo che un’intro ti prometteva un hip-hop in zona Neneh Cherry d’antan per schizzare subito in un acid-jazz e sbocciare in un soul/r’n’b rigenerato con sonorità attuali, björkeggia su “Angst” e doma un’IDM scatenata su “Debra.” Taylor Skye sa benissimo come tessere tutto insieme, sa dare spazio agli arrangiamenti quando serve, e sa sfruttare un’orchestra per creare valore aggiunto. Unico calo, il pezzo che più si avvicina alle forme classiche, “Glasgow,” strategicamente uscito come singolo, ma improbabile rappresentate per la ricchezza sonora retrofuturista e spregiudicata che si lascia dietro.

Alla fine dei quaranta minuti di I Love You Jennifer B c’è solo la curiosità di vedere e sentire in quali strani zone saranno capaci di arrivare i Jockstrap. Hanno iniziato a mappare territori inesplorati, appena illuminati da fari lontani, nello spazio quanto nel tempo.

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