La violoncellista Lia Kohl ha una personalità squisitamente ricca e complessa, un mosaico di esperienze che vanno dai linguaggi del jazz sperimentale con Makaya McCraven, Ben Lamar Gay e Damon Lock, al folk delizioso di Macie Stewart, all’art pop di Circuit des Yeux fino all’emo ambient di Calire rousay. A marzo esce il sup secondo disco solista, The Ceiling Reposes, che riprende e amplia quanto da una parte le improvvisazioni sul violoncello del disco d’esordio Too Small to be a Plain (Shinkoyo / Artist Pool, 2022) e dall’altra i found sounds creati tramite manipolazione di segnali radio della traccia Untitled Radio (futile, fertile) per Longform Editions. The Ceiling Reposes fa sposare l’anima da violoncellista, legata tanto alla scrittura quanto all’improvvisazione su strumento, a tendenze più sperimentali nel più puro stile Chicago. Il singolo “sit on the floor and wait for storms” si regge su una flebile linea di violoncello arricchita da droni e field-recordings derivati da brandelli di trasmissioni, notiziari, musica, pubblicità, previsioni meteo che si estenderanno poi per tutto il disco. Qui sono presenti briciole di una previsione meteo che se strappate al contesto appropriato  formano una strana forma di poesia glitch, vicina agli esperimenti di scrittura automatica surrealista o ai cut-up di Burroughs. L’intero disco verrà poi accompagnato da una fanzine che raccoglie contributi di diversi  artisti—tra cui Karima Walker e Macie Stewart—cui Lia Kohl ha chiesto di interpolare i frammenti di testi intercettati nelle trasmissioni radio con parole loro. Il risultato è la qualcosa di veramente sublime.
The Ceiling Reposes esce il 10 marzo per American Dreams Records.

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