L’etichetta tolosana Hidden Bay Records sta rapidamente diventando una delle più affidabili esploratrici delle sfumature del power-pop, siano esse più orientate verso il jangle-gaze contemporaneo, come nel recente e scoppiettante Allumettes au bout des îsle dei Cœur-joie, ripiegate nel sophisti-pop dal sapore anniottantesco, come nello splendido Seconds dei Death of Pop dell’anno scorso, o proiettate verso una fusione di linguaggi anche molto diversi tra loro, come in questo delizioso Tangerine dei misteriosi Persica 3. 

Le sette tracce sono attribuite a Arthur e Léo Dubois, duo che forse si nasconde dietro la sigla Persica 3, ma che tutto, anche l’identità dei membri del gruppo, resti nebbioso e incerto è in perfetta sintonia con un disco che fa della nebbia la sua caratteristica peculiare. La nebbia sonora del secondo estratto, “Faux Punk,” o di “Get By,” a metà strada tra un pop educato e raffinato vicino a certe cose dei primi Real Estate e gli episodi più rilassati del Panda Bear più vicino alla forma-canzone, o la foschia jangle-gaze del brano d’apertura, “Water Lily,” brano che resta in perfetto equilibrio tra dream-pop e stereolabismo di recupero, non molto lontano da quanto al di là dell’oceano stanno facendo i Dummy. La delicata e breve “Tangerine” chiude un primo lato fresco e soleggiato, luminoso quanto nebbioso, di quella nebbia leggera mattutina che nasconde solo una bella giornata.

L’altro lato dei Persica 3, e di Tangerine, vira verso toni più malinconici, a partire dalla nostalgica “Vhs,” dove la chanson française incontra il pop più trasognato e soffice. Nostalgia che sfocia nei timidi accenti bossanovistici della malinconica “Elliott,” traccia forse dedicata a Elliott Smith e cade proprio un po’ nel mondo di Elliott Smith e Sparklehorse e trova il suo culmine nella splendida “Unflattering/Untitled.”

Tangerine è un disco dalle consistenze fortemente stratificate che spazia da pop banger solari a momenti più raccolti e intimi, e dove tutto viene equilibrato con estrema eleganza e precisione in modo tale da percepire ogni singolo gusto, ogni singola sfumatura sonora, senza che nessuno sovrasti l’altro. 

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