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Ho scoperto i Mo Dotti perché erano tra le segnalazioni nella pagina Bandcamp dei Dummy, tra l’altro mi pare insieme a un’altra band per certi versi complementare, i Blue Ocean. Entrambi vengono dalla California, i Blue Ocean dalla Bay Area, Mo Dotti da Los Angeles, e entrambi usano i medesimi ingredienti: shoegaze, dreampop, jangle. Ma se i Blue Ocean tendono a valorizzare feedback, noise, muro-di-chitarre e mettono tutta la parte dream-gaze al centro dei loro pezzi, i Mo Dotti fanno pezzi che sono prima di tutto e soprattutto canzoni. 

La vena melodica di Gina Negrini era già in evidenza nei cinque pezzi contenuti nel loro primo ep Blurring, e i cinque pezzi (più una cover) di Guided Imagery mantengono quelle promesse e anzi, superano abbondantemente le aspettative. Fin dal jangle-gaze a alto tasso di melodia dell’opening-track “Loser Smile,” primo singolo e pezzo già ampiamente collaudato dal vivo, si capisce che i Mo Dotti mettono la melodia al centro di tutto. Strategia che viene ribadita nella title-track, una ballata che sembra una versione elettrica dei Belle and Sebastien, o una versione più shoegaze dei Beach House, e dalla cover di “All Dressed Up in Dreams,” pezzo scritto da Stephen Merritt per i The 6ths di Mary Timony. Nomi altisonanti, ma tanto per capire il livello del songwriting di Gina Negrini, la cover è forse il pezzo più debole dell’ep, soprattutto se a seguirlo è il trittico del secondo lato, “Hurting Slowly,” “Come on Music” e “Lights On in the Sun”: una mini-suite jangle-jaze con melodie accattivanti, robuste architetture forma-canzone e una coppia basso-batteria invidiabile. 
Questo è un disco di cui Kevin Shields può essere fiero.

If I remember correctly, I discovered Mo Dotti because they were among the recommendations on Dummy Bandcamp page, together with another band in some ways complementary to them, Blue Ocean. Both come from California, Blue Ocean from the Bay Area, Mo Dotti from Los Angeles, and both cook the same ingredients: shoegaze, dreampop, jangle. But if Blue Ocean tends to enhance feedback, noise, hazy-guitar-wall and put all the dream-gaze part at the center of their songs, Mo Dotti make songs that are first and foremost songs

Gina Negrini’s melodic talent was already prominent in the five tracks of their first ep, Blurring, and the five tracks (plus a cover) of Guided Imagery keep those promises and indeed, far exceed every expectations. Since the highly melodic jangle-gaze of the opening track “Loser Smile,” first single and song already tested live, it is clear that Mo Dotti put the melody at the center of everything. Strategy reiterated in the title track, a ballad that looks like an electric version of Belle and Sebastien, or a more shoegaze version of Beach House, and the cover of “All Dressed Up in Dreams”, written by Stephen Merritt for Mary Timony’s The 6th. Big names, but just to understand the level of writing of Gina Negrini’s songs, that cover is perhaps the weakest track of the EP, especially because it is followed by the triptych on side B, “Hurting Slowly”, “Come on Music” and “Lights On in the Sun” a jangle-gaze mini-suite with captivating melodies, robust song-form architectures and an enviable bass-drum section.
Guided Imagery is the shoegaze we need for the present tense. Kevin Shields can be proud.

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