East Portal è un duo sperimentale composto da Patrick Taylor e John Atkinson, un californiano e un newyorkese che precedentemente si sono mossi l’uno nelle retrovie dell’industria del pop, l’altro nelle trincee della scena sperimentale DIY di Brooklyn. Insieme hanno creato un vero e proprio portale verso le terre più promiscue delle sperimentazioni al confine tra nuova musica classica e l’odierna ambient, diventata sempre più una delle incarnazioni più importanti della scena indipendente. 

Le sette composizioni di East Portal uniscono gli aspetti più colti e introversi di musiche nate come alternativa all’intrattenimento con la linfa più mondana e accattivante del pop.  Nato durante la prima fase del biennio horribilis e registrato nella (si spera) ultima fase del Covid, East Portal può essere letto come un diario degli ultimi due anni: se l’inizio rappresentato da “Untitled #1” e “Sword Reverse” è ancora segnato da qualche tocco di inquietudine,  “Rut” costruita su una deliziosa melodia per archi impreziosita da un tappeto di rumori elettronici, inizia a far intravedere un po’ di quella luce che sarà protagonista nelle tracce da “Sub Nest” in poi, tutte animate da un che di consolatorio e liberatorio, dall’ambient trasfigurata di “Untitled #3,” giocata su un botta-e-risposta tra contrabbasso e fiati, al jazz quasi bucolico della conclusiva “Breakfast on Ground,” sprazzo di sole che davvero fa venir voglia di far colazione all’aperto seduti per terra. 

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