Qualcuno ha già avuto modo di apprezzare il talento di Ellis Swan, e quei pochi lo hanno fatto l’anno scorso con le ballate morriconiane inzuppate di primi Tortoise dello splendido From the Basement deii Dead Bandit, duo formato da Swan con il canadese James Schimpl. Ora Swan torna da solo, con un disco intimo, notturno, confessionale, figlio tanto della tradizione lo-fi di Chicago, città dove Ellis Swan è cresciuto artisticamente, quanto delle peregrinazioni che lo hanno portato anche nella oscura e affascinante New Orleans. 3am è al tempo stesso un viaggio sonoro tra le tradizioni del folk, del blues e della canzone d’autore e il racconto di quel viaggio nella quiete onirica della notte fonda, dove il silenzio e il buio si confondono con l’estasi. Se si vogliono cercare facili paragoni, il primo nome che viene in mente è il tardo Tom Waits, così come quel nome veniva anche per From the Basement, ma la dimensione di Swan è meno ironica, meno distruttiva e dirompente. Qua è tutto sussurrato, finemente cesellato e raffinato: la voce di Swan è quella di un abile narratore ti accompagna e ti guida, è un Virgilio che illumina gli inferi mentre procedi arreso alla seduzione. Se mai è più vicino a certe cose di Grouper, la vestale del drone-folk, anche se tutto qui è più vario e ricco: a ballate folk intense e strazianti come “Down by the Reservoir” e “Horse Bones” fanno da contrappunto i bozzetti drone/field-recordings di “Arizona” e dell’iniziale “Basement Suite.” Dalle atmosfere più western di “Swing” si passa agli orientalismi di “Chinatown” e da lì si finisce nella Louisiana più tribale, cupa e magica di “It Could Be Worse” e di “3am.” L’accorata “Hospice” (che sembra parlare del padre), e la delicata “She’s my Sweet Summer Storm” (stategicamente posta alla fine del primo lato del disco) sono una lama di luce prima di tornare nei chiaroscuri di “Puppeteers Tears,” ipnotica ballata con una spruzzata di Movietone. Su 3am tutto sembra apparentemente scomposto, fragile e precario, come tutto ciò che riesci a fare alla 3 di notte, ma a un ascolto attento ti accorgi di quanto tutto sia estremamente curato: tape-hiss, rumori ambientali, feedback addomesticati, loop interrotti, suoni nascosti, appena percettibili che dal nulla creano una magia alla quale è difficile resistere. Sublime.

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