Mentre in Europa e nel Regno Unito continua a insistere la fiera post-punk, in Australia e negli Stati Uniti si continuano a coltivare forme più genuine e viscerali di punk e power-pop. È il caso di Nick Vicario (già nei Public Eye e Crisis Man) che, aiutato da una serie di strumentisti volanti, ha già avuto modo di firmare l’anno scorso un paio di biglietti da visita (LP e EP) e presentare al mondo la sua incarnazione Smirk. Ora torna in grande spolvero e grande stile con una decina di pezzi in 24 minuti e spiccioli dell’album Material, in uscita per la sempre affidabile Feel It Records. Si parte subito con un boogie punk degno dei Gun Club con “Material World’s Unfair,” subito controbilanciato dalla più melodica “Revenge” e ritornare a bomba alle atmosfere acide e abrasive dei Gun Club. Si respira la California, quella dei Beach Boys, dei Circle Jerks e Saccharine Trust, del sunshine-beach-punk senza fronzoli, quella della paranoia sotto il sole cocente raccontata da Pynchon su Vineland o Inherent Vice, ma c’è comunque spazio per pezzi che iniziano come una versione più asciutta dei Clash e si trasformano in omaggi ai mosaici di basso e batteria dei Pixies, come del singolo “Souvenir” e in pezzi come “Total Reality.” Niente fronzoli, niente lustrini, nessuno spazio per ansia, oscurità o cupezze varie: Material è autentico punch’n’roll, chitarre oscillatesta, un basso vivo e martellante che fa sentire la sua presenza, riff energici e melodie taglienti. Material è il disco sostanzioso e nutriente che oggi più che mai serve come antidoto al post-punk preconfezionato in serie.

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